Smaltire l’eternit di un capannone

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Non sono pochi in Italia i capannoni, parte dei quali anche prefabbricati, che ancora dispongono di coperture in eternit. Materiale questo, la cui produzione e commercio è stata vietata più di venti anni fa, a causa di pericoli per la salute connessi con il suo uso.

Il problema dell’eternit è infatti quello di subire un degrado con l’andare degli anni, che rende meno compatta la matrice di cemento che ingloba le fibre di amianto, che dalle sollecitazioni esterne (atmosferiche e ambientali) possono così essere liberate nell’aria ed eventualmente inalate da chi si trova nelle vicinanze.

L’eternit diventa pericoloso quindi solo quando il suo stato è altamente compromesso. E’ solo in questo caso che la sua messa in sicurezza diventa obbligatoria, sia per gli edifici civili, ma ancora di più per quelli industriali o comunque destinati ad ospitare personale lavorativo, anche a causa degli obblighi che il datore di lavoro ha verso i propri dipendenti riguardo all’idoneità del luogo di lavoro.

Le soluzioni principali per la messa in sicurezza di coperture in eternit sono due: la bonifica in loco e la rimozione con successivo smaltimento.

BONIFICA IN LOCO

La bonifica in loco prevede essenzialmente di rivestire le lastre di eternit con sostanze che creano una barriera di contenimento attorno al materiale, che impedisce alle fibre di amianto di liberarsi nell’aria. In questo modo la copertura viene mantenuta tale e quale e ne vengono conservate le funzionalità. Chiaramente è una soluzione percorribile solo se il degrado dell’eternit è solo iniziale, e non solo per problemi strutturali. Perché bisogna anche considerare il fatto che l’eternit, benché bonificato, continua a degradarsi, seppure più lentamente. Col passare del tempo si arriverà quindi prima o poi a dover intraprendere una soluzione definitiva, rimuovendo l’eternit e smaltendolo.

Il vantaggio di questa soluzione è l’interessante risparmio che consente, rispetto ad una classica rimozione che comporta la realizzazione di una nuova copertura oltre che lo smaltimento vero e proprio. Risparmio che si aggira di solito attorno al 75%.

Tale valore dipende anche della soluzione specifica adottata. E’ infatti possibile non solo rivestire le lastre con sostanze incapsulanti, operazione che prende appunto il nome di “incapsulamento“, ma anche rivestire l’intera copertura con pannelli e altri elementi, che oltre a formare una barriera invalicabile per le fibre di amianto, conferiscono al tutto una maggiore rigidità e solidità, con non indifferenti vantaggi strutturali. Questa seconda, più complessa soluzione, che prende il nome di “confinamento“, oltre a richiedere che gli elementi strutturali su cui poggia la copertura siano in grado di sopportare il maggiore carico che così verrà a crearsi, ha dei costi superiori. Presenta però il vantaggio di una durata certamente maggiore di quella del semplice incapsulamento, oltre che conferire alla copertura una notevole resistenza e rigidità aggiuntive.

RIMOZIONE E SMALTIMENTO

Questa soluzione, l’unica davvero percorribile in caso di eternit con un alto livello di degrado, consiste nello smontaggio delle lastre di eternit, nella loro collocazione in appositi involucri di nylon, e nel trasporto sino alla discarica in cui saranno smaltite. Prima di procedere con lo smontaggio, il personale addetto riveste le lastre con specifiche sostanze, che spruzzate a mo’ di vernice, creano una barriera protettiva che impedisce alle fibre di amianto di disperdersi nell’aria durante l’operazione di smontaggio e di collocazione negli involucri di trasporto.

Il costo dello smaltimento eternit, varia non di poco secondo diversi fattori. Come indicazione assolutamente generale e di massima, si può fare riferimento alla seguente tabella:

200 metri q.: da 12 Euro a 18 Euro a metro q.
500 metri q.: da 10 Euro a 14 Euro a metro q.
1000 metri q.: da 8 Euro a 13 Euro a metro q.

I principali fattori che possono comportare variazione nei costi sono l’altezza della copertura, la difficoltà di smontaggio, la distanza del capannone dalla discarica, il prezzo medio di mercato del luogo in cui si effettua l’intervento. Chiaramente a parità di altri fattori, una variabile che può fare una discreta differenza riguardo ai costi è l’azienda stessa. Vi sono moltissime aziende di smaltimento, diverse delle quali operano anche a livello regionale, con politiche di prezzi piuttosto variabili. Per questo motivo è sempre bene richiedere preventivi a molteplici aziende, in maniera da poter confrontare più offerte e scegliere quella più appropriata.

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